Conformità alle normative

Redi propone la linea di prodotti ISEA destinati alla depurazione delle acque reflue, risultato di oltre 20 anni di ricerca, innovazione e presenza sul mercato.

Il trattamento dei reflui civili o industriali ha assunto nel tempo una grande importanza, sia per quanto riguarda la tutela e la salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente che lo accoglie, sia perché il quadro normativo di riferimento pone limiti di accettabilità via via sempre più rigorosi.

Redi segue il cliente già delle prime fasi di approccio al problema, lo guida nel panorama delle normative, da quelle nazionali a quelle regionali fino ai regolamenti comunali, con l’obiettivo di trovare soluzioni che rispondano al meglio al suo bisogno specifico.

Gli impianti relativi ai CENTRI URBANI, STRUTTURE RICETTIVE e ATTIVITA’ TEMPORANEE, sono conformi alle seguenti normative

La normativa di riferimento per tutto il territorio nazionale è il Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale.
Esistono inoltre, per alcune regioni, normative regionali:

LOMBARDIA
D.G.R. 5 Aprile 2006, n. 8/2318

EMILIA ROMAGNA
D.G.R. 9 Giugno 2003, n. 1053

PIEMONTE
L.R. 26 Marzo 1990, n.13

TOSCANA
L.R. 31 Maggio 2006, n. 20

VALLE D’AOSTA
L.R. del 24 Agosto 1982, n. 59

UMBRIA
D.G.R. 9 Luglio 2007, n. 1171

VENETO
D.G.R. 29 Settembre 2009, n. 2884, Allegato A.

ABRUZZO
L.R. 22 Novembre 2001, n. 60

LIGURIA
L.R. 16 Agosto 1995, n.43

SARDEGNA
Delibera n. 69/25 del 10 Dicembre 2008

Gli impianti relativi alle INFRASTRUTTURE ED AREE PRODUTTIVE sono conformi alle seguenti normative

Il Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152, definisce la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee; tale decreto delega alle Regioni la disciplina delle acque meteoriche di dilavamento ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali.

LOMBARDIA
Regolamento Regionale 24 Marzo 2006, n. 4.

UMBRIA
L.R. 18 Novembre 2008, n. 17.

PIEMONTE
Regolamento Regionale 20 Febbraio 2006, n. 1/R, modificato dal n. 7/R e dal n. 13/R.

MARCHE
Delibera 7 Febbraio 2005, n. 157, Allegato A

LIGURIA
Regolamento Regionale 10 Luglio 2009, n. 4.

LAZIO
D.C.R. 27 Settembre 2007, n. 42.

EMILIA ROMAGNA
D.G.R. 18 Dicembre 2006, n. 1860.

ABRUZZO
L.R. 24 Novembre 2008, n. 17.

PUGLIA
D.C.E.A. 21 Novembre 2003, n. 282.

Gli impianti relativi al SETTORE AGROALIMENTARE e INDUSTRIA, sono conformi alle seguenti normative

Il Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152.

LOMBARDIA
LR 12 Dicembre 2003, n. 26 e smi

TOSCANA
Legge Regionale 31 maggio 2006, n. 20

LIGURIA
LR N° 43 del 16/08/1995

UMBRIA
Delibera 1171 del 09/07/2007

VENETO
Dgr 2884 del 29/09/2009

SARDEGNA
Legge Regionale 19 luglio 2000, n°14

EMILIA ROMAGNA
Delibera 1053 del 09/06/2003

LAZIO
PTAR Regionale approvato con DCR n.42, 27/09/2007

Gli impianti relativi agli AUTOLAVAGGI sono conformi alle seguenti normative

Il Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152, definisce la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee; tale decreto delega alle Regioni la disciplina delle acque di lavaggio ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali.

LOMBARDIA
D.G.R. 5 Aprile 2006, n. 8/2318

EMILIA ROMAGNA
D.G.R. 9 Giugno 2003, n. 1053

PIEMONTE
L.R. 26 Marzo 1990, n.13

TOSCANA
D.P.G.R. 17 Dicembre 2012, n. 76/R

VALLE D’AOSTA
L.R. del 24 Agosto 1982, n. 59

UMBRIA
D.G.R. 9 Luglio 2007, n. 1171

VENETO
LR 31Maggio 2006, n.20

ABRUZZO
L.R. 22 Novembre 2001, n. 60

LIGURIA
L.R. 16 Agosto 1995, n. 43

SARDEGNA
Deliberazione n. 69/25 del 10 Dicembre 2008